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MIT App Inventor 2: gli strumenti Touch per apprendere parte 1

Il touchscreen è un ossimoro, un piccolo paradosso perché porta il tatto là dove apparentemente non c’entra, ossia dentro il mondo visuale. Il ritorno dell’utente, immerso nel virtuale, torna a chiedere l’interfaccia manuale nella gestione dell’informazione.

Più virtualmente viviamo, più necessitiamo la presenza e la prova del corpo.

De Kerchove

Partiamo da qui, dalle parole del grande sociologo canadese, per sottolineare l’importanza del corpo nel rendere significativa l’esperienza (e quindi l’apprendimento) umano.

Partiamo con questa citazione e potremmo continuare affrontando molti dei temi che negli ultimi anni sono emersi nella ricerca neuro scientifica: dai neuroni specchio alle indagini attorno ai fondamenti corporei ed emozionali della coscienza (A.Damasio)…

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La tecnologia Touch dei tablet e degli smartphone ci consente di riportare il corpo all’interno del mondo virtuale e rende possibili ambienti di apprendimento più facilmente manipolabili e, quindi, potenzialmente significativi per il discente.

Quando si parla di apprendimento, però, centrale è il problema della personalizzazione del percorso, dei contenuti, delle modalità di interazione. Soprattutto se ci sono delle difficoltà o delle disabilità.

MIT App Inventor 2 (vedi qui il nostro primo post, in cui spieghiamo i rudimenti di questo ambiente) è uno strumento semplice che ci consente di progettare applicazioni molto personalizzate e personalizzabili, favorendo interazioni touch.

Vediamo come:

I Bottoni

Il primo è più comune strumento è il Bottone: in sostanza un’area dello schermo che, una volta premuta, può “fare” qualcosa (inviare un sms, salvare delle informazioni, riprodurre una melodia, aprire un browser…).

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Nel Design Editor, il bottone si trova subito in altro a sinistra.

Per inserirlo nell’applicazione è sufficiente trascinarlo nel Viewer (la finestra che simula l’aspetto del nostro tablet).

Dalla finestra successiva (Components), è possibile modificare il nome del bottone e, infine, dall’ultima finestra (Properties) è possibile modificare: colore di sfondo, carattere, dimensioni (assolute o in percentuale sulle dimensioni dello schermo), contenuto e colore del testo che compare nel bottone…possiamo così ragionare (e provare e riprovare) sino a trovare la combinazione di dimensioni e testo più adeguate al (ai) destinatario (i) della nostra App.

Per attribuire un comportamento al nostro oggetto-bottone, dobbiamo spostarci nel Bloks Editor: sulla nostra sinistra appariranno le categorie di blocchi di istruzioni selezionabili, raggruppate per funzioni e per oggetti di cui si compone la nostra App.

Se selezioniamo il nostro bottone, MIT App Inventor ci suggerirà i possibili blocchi di istruzione associati:

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Ancora una volta, sottolineo le possibilità di personalizzazione e il loro interesse se pensiamo alle diverse condizioni e potenzialità di movimento, differenti da un utilizzate all’altro: possiamo scegliere di far compiere un’azione al Click del bottone, oppure solo dopo un lungo click o, ancora, quando il bottone viene rilasciato…

Il blocco seguente, previo inserimento (nel design editor) del componente “Text to Speech” (sintesi vocale), prevede che al Click del bottone, il nostro dispositivo debba pronunciare la parola “Ciao” (qui il tutorial completo, semplicissimo, dal sito di MIT App Inventor):

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Il Bottone è, però, solo la prima funzionalità Touch a nostra disposizione: non possiamo, per esempio, muoverli, o gestirne le collisioni, animarli…tutte cose che sono invece utilissime ai nostri fini e che apprenderemo introducendo due nuovi oggetti: i Canvas e gli Sprite.

 

 

 

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Imparare (con) MIT App Inventor 2

Cos’è MIT App Inventor 2?

E’ un semplice sistema (un Ambiente di sviluppo) per creare App nel sistema operativo Android, nato nel 2009 da Google e sviluppato ora dal MIT di Boston.

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L’obiettivo è consentire a tutti di creare la propria App.

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Il pubblico cui Mit App Inventor 2 si rivolge è costituito da: Educatori, Amministratori pubblici, Volontari, Hobbisti…

 

 

 

Gli stessi utenti animano numerosi Forum e Blog dove trovare interessanti esempi, in Open Source, e suggerimenti (qui un utilissimo Blog in Italiano: Seblogsapp).

Come funziona?

E’ davvero semplice, anche se non così da poter essere illustrato in poche righe 🙂

Lo vedremo meglio nei post seguenti; per il momento acceniamo solo alcune caratteristiche.

Il creatore di App è chiamato a operare su due ambienti: il “Designer” e quello dedicato ai “Blocks”.

Il Designer è il luogo in cui ci occupiamo dell’aspetto della nostra App: dalle immagini di sfondo, ai componenti che vogliamo utilizzare (Bottoni, Sensori, Sprite, Bluetooth…), alle caratteristiche del testo…

Ecco come si presenta l’interfaccia: al centro c’è lo schermo di un dispositivo Android, a sinistra i componenti che selezioniamo trascinandoli sullo schermo (Drag and Drop), a destra le opzioni per personalizzare l’utilizzo.

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MIT App Inventor2 è Block-Based, basato su blocchi d’istruzioni che si incastrano, come fossero pezzi di puzzle solo con altre istruzioni “compatibili”: idea interessante per evitare i noiosi errori di sintassi dei linguaggi di programmazione classici.

Ecco allora come si presenta l’interfaccia Blocks: con le “istruzioni” disponibili a sinistra e il foglio per comporle a destra.

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Quali sono i primi passi?

E’ necessario avere un account Google.

MIT App Inventor funziona su Mac, su Windows e su Linux.

N.B.: MIT App Inventor non funziona su Explorer, occorre usare Firefox o Safari o Chrome.

Naturalmente il modo di lavorare più comodo e funzionale è quello di avere a disposizione anche un Tablet o un Cellulare Android connesso alla stessa Wireless del Computer.

In caso contrario è possibile scaricare un emulatore (non molto funzionale, secondo la mia esperienza) o collegare il dispositivo Android al Computer con la porta USB.

Sul dispositivo Android andrà installata (ecco il link) un’App (MIT AI2 Companion App) che consentirà di testare le nostre App, oltre ovviamente a utilizzarle quando saranno pronte.

A quel punto basterà andare sul sito  cliccare il pulsante Create ed accedere all’ambiente di sviluppo con le proprie credenziali Google.

Perché MIT App Inventor 2 è interessante per noi?

  1. Perché ci consente di creare delle App completamente personalizzate, di tagliare l’abito su misura del singolo utilizzatore.
  2. Perché offre possibilità all’utente di personalizzare ulteriormente l’applicazione.
  3. Perché è relativamente semplice.
  4. Perché è Open Source e incontra quindi la nostra idea di conoscenza per tutti senza costi proibitivi.
  5. Perché sono disponibili in rete parecchi tutorial e forum in cui è possibile essere aiutati.

A presto!